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GUARDIANI

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Un progetto per la convivenza consapevole tra cani da protezione e territorio alpino

Negli ultimi anni il tema dei cani da protezione delle greggi ha assunto un ruolo sempre più centrale lungo l’arco alpino. Il ritorno del lupo, specie che si era a lungo assentata da questi territori, si inserisce oggi in un contesto fortemente antropizzato e caratterizzato da un’intensa frequentazione turistica.

In questo scenario, l’introduzione dei cani da protezione — storicamente non presenti negli alpeggi e nelle pratiche di transumanza locali — rappresenta una misura efficace per la prevenzione della predazione. Tuttavia, si tratta di uno strumento complesso, che richiede competenze specifiche e una gestione attenta, soprattutto in relazione alla convivenza con escursionisti, operatori turistici e altre attività presenti sul territorio. La presenza dei cani da protezione rende fondamentale promuovere una diffusione capillare di informazioni chiare e condivise, al fine di prevenire incomprensioni e possibili situazioni di conflitto.

Per rispondere a questa esigenza, il Parco Nazionale dello Stelvio, il Parco delle Orobie Valtellinesi, il Parco dell’Adamello e la Provincia di Sondrio hanno avviato un programma congiunto di azioni formative e informative, che sarà sviluppato nel corso del 2026. L’obiettivo è rafforzare le competenze, valorizzare le esperienze già presenti e costruire una base comune di conoscenze per una gestione efficace e sostenibile della convivenza tra attività umane, allevamento e fauna selvatica.

Il progetto si articola in un percorso strutturato di formazione e informazione rivolto ai soggetti ritenuti strategici, sia per l’applicazione diretta delle competenze tecniche sia per il loro ruolo nella diffusione di buone pratiche tra i frequentatori della montagna.

Tra i destinatari individuati rientrano:

  • allevatori;
  • guide alpine;
  • accompagnatori di media montagna;
  • guide ambientali escursionistiche;
  • gestori di rifugi;
  • operatori del CAI;
  • turisti.

Per ciascuna categoria sono stati progettati interventi formativi specifici, calibrati sulle diverse professionalità e sui contesti operativi di riferimento.

L’obiettivo è favorire una conoscenza approfondita e condivisa delle corrette modalità di gestione dei cani da protezione, promuovendo al contempo una fruizione del territorio più consapevole, sicura e rispettosa.

Approfondimento:
ma perché i cani vanno sempre tenuti al guinzaglio?